Contributi alle imprese artigiane: urgente ripristinare l’operatività della L. 949/52

Rifinanziare la Legge 949 con 25milioni di euro e rendere strutturale la norma; erogare i fondi alle imprese che hanno fatto richiesta, garantire la copertura finanziaria alle aziende la cui domanda è in stand by e riattivare lo sportello telematico.

E’ questo, in sintesi, ciò che stamattina ha chiesto Confartigianato Imprese Sardegna alla Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale, durante una audizione convocata per conoscere la situazione della “legge artigiana” per eccellenza, norma che negli anni ha supportato le attività produttive che investono, crescono e vogliono uscire dalla crisi.

Alla V Commissione, Confartigianato Sardegna ha ricordato come la prossima legge Omnibus, rappresenti una opportunità imperdibile per dare continuità e certezza degli investimenti al comparto artigiano. Per questo, l’Associazione Artigiana ritiene importante consolidare i risultati ottenuti negli anni con una sostanziosa copertura finanziaria.

Grazie alla sua snellezza burocratica, al fondo perduto fino al 40% e all’abbattimento dei costi di interesse – hanno detto Maria Amelia Lai e Daniele Serra, Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna la Legge 949 è diventato sinonimo di crescita delle imprese artigiane isolane. In circa 2 anni di attività, sono state soddisfatte le necessità di finanziamento oltre 2mila aziende artigiane, che hanno ricevuto una media di 18mila euro. Questo circuito virtuoso ha messo in moto un meccanismo di moltiplicazione attraverso il quale ogni 1 euro messo a disposizione dalla Legge, ha generato 2,5 euro. Investimenti che sono andati a spalmarsi sui territori e sulle altre categorie produttive e di servizi”.

Alla Commissione, Confartigianato Sardegna, relativamente agli incentivi della 949 e alle note criticità nell’avanzamento degli stessi, non ultima la chiusura dello sportello di invio delle istanze, ha consegnato un documento nel quale sono state sintetizzate 4 proposte dell’Associazione

 

Nella prima si chiede di riattivare con urgenza la procedura di liquidazione delle pratiche già ricevute e istruite da Artigiancassa utilizzando i 10 milioni di euro previsti nell’ultima legge di bilancio approvata. Nella seconda è richiesto di garantire la copertura finanziaria per tutte le pratiche arrivate fino al momento della chiusura dello sportello telematico così da onorare le aspettative degli artigiani che, confidando nello strumento di agevolazione, hanno già provveduto a realizzare gli investimenti e sostenere la totalità delle spese. Nella terza si chiede di riattivare lo sportello telematico, previa adeguata dotazione finanziaria, e di rendere strutturale la misura così da garantire la continuità dello strumento di incentivazione, uno dei pochi che, nonostante la difficilissima congiuntura socio-economica, ha dato reale prova di efficacia e di celerità di risposta alle esigenze del comparto artigiano con evidenti positive ripercussioni sull’intera economia isolana. Nella quarta si chiede la disponibilità di una dotazione annua necessaria di circa 25milioni di euro.

Proprio sulla dotazione finanziaria, Confartigianato Sardegna ha ricordato come la legge 949 del 1952 sia “una legge nazionale “regionalizzata” ossia delegata nella fase operativa alle regioni e per la cui dotazione finanziaria, ai sensi dell’art. 37 della medesima legge, sono previsti dei trasferimenti statali”. “E’ altrettanto noto – continua l’Associazioneche, più in generale, annualmente ci siano importanti trasferimenti statali dedicati agli incentivi alle imprese, secondo metodi di riparto prestabiliti su base regionale che, a titolo di esempio, per la Sardegna nell’anno 2021 e 2022 ammontano a circa 26 milioni di euro per ciascuna annualità”.

Confartigianato Sardegna ha anche suggerito alla Commissione che sarebbe interessante ragionare su quali e quante risorse relative ai trasferimenti statali di cui sopra sono attualmente dedicate al sostegno della legge e se e quali sono le volontà di utilizzare tali risorse per tale finalità”.Ciò anche in considerazione della necessità che anno per anno nella finanziaria regionale riprendono Lai e Serra – si tenga conto di questi trasferimenti in maniera strutturale cui l’Amministrazione Regionale potrà ulteriormente continuare a contribuire con risorse aggiuntive per dare maggiore enfasi e successo all’iniziativa della L. 949/52 per il comparto artigiano”. “Ciò rimarcano Presidente e Segretario – oltre a rispettare la finalità dei fondi statali trasferiti, consentirà di dare certezza anche per gli anni a venire permettendo agli artigiani di programmare al meglio le loro iniziative di investimento con indubbi vantaggi per l’intero tessuto economico regionale”.

 Attualmente – sottolineano Lai e Serrail blocco dello sportello telematico sta mettendo in crisi oltre 1.483 imprese artigiane che rischiano di non accedere al contributo che la Regione aveva concesso per finanziare gli acquisti di nuove strumentazioni, l’ammodernamento dei laboratori e i progetti di ripresa e crescita. Delle aziende che, si spera solo temporaneamente, rimarranno senza contributi, ben 692 hanno interamente completato l’iter, quindi con domanda inoltrata, istruita e approvata con esito positivo, per un totale di 13milioni 367mila euro, mentre altre 791 hanno presentato la domanda di finanziamento senza però possibilità di essere accolta per mancanza di fondi, per un ammontare di 15milioni e 227mila euro”.

Secondo i calcoli di Confartigianato Sardegna, tali somme hanno portato a un fabbisogno totale di risorse di 28milioni e 644mila euro, di cui 10 già stanziati in Finanziaria, ma bloccati dalla burocrazia, e con 18milioni e 644mila euro totalmente da reperire. E queste sono solo le necessità fino al 14 giugno di quest’anno.

Confartigianato Sardegna ha ricordato come la Legge abbia funzionato in modo puntuale fino a settembre dello scorso anno: Artigiancassa, infatti, provvedeva a “chiudere l’intero ciclo” dei fondi della Legge 949, quindi dall’istruttoria delle pratiche sino ai bonifici verso le aziende. I problemi sono iniziati proprio in autunno, momento in cui è scaduto il contratto e la Regione ha dovuto ripubblicare il bando, questa volta con nuove direttive. Con il passaggio al nuovo sistema, Artigiancassa, vincitrice del bando, ha continuato a istruire e verificare le pratiche senza però poter erogare i contributi, azione, quest’ultima, esclusivamente in capo alla Regione.

La Legge 949, era stata studiata per finanziare la costruzione o la ristrutturazione di fabbricati esistenti e l’acquisto di macchinari nuovi e di seconda mano, veicoli commerciali, terreni destinati all’ampliamento e la costruzione dei fabbricati produttivi, macchinari, attrezzature e autoveicoli nuovi e imbarcazioni, software, brevetti e licenze che avrebbero sostenuto le attività per i nuovi cicli di produzione, progettazione e promozione dell’immagine. Inoltre, le imprese artigiane avrebbero potuto accedere anche al contributo per la riduzione dei costi di garanzia per operazioni di leasing svolte presso i Confidi di Confartigianato Sardegna.

Confartigianato Sardegna, con la Presidente Maria Amelia Lai e il Segretario Daniele Serra, in ogni caso, hanno espresso un ringraziamento agli Assessori al Bilancio, Giuseppe Fasolino, all’Artigianato, Gianni Chessa, per le continue interlocuzioni volte a risolvere la problematica della legge e per l’attenzione costantemente dimostrata verso comparto artigiano.

Noi da subito abbiamo creduto nel successo di questo strumento e i numeri attuali ci hanno dato ragione, vista la partecipazione di numerosissime imprese artigiane, che quotidianamente continuano ad avanzare istanze di finanziamento – sottolineano Presidente e Segretario a dimostrazione della bontà, della snellezza operativa e dell’apprezzamento dello strumento di sostegno, pur in un contesto socio economico molto complicato”. “Non abbiamo mai chiesto sussidi tantomeno assistenzialismo – concludono Lai e Serra – ma incentivi concreti affinché le micro, piccole e medie realtà sarde possano rafforzarsi, investire in tecnologia e formazione, creare nuova economia e assumere: le imprese non devono essere lasciate sole in questo momento”.

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